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20 Maggio 2020
Posted by : Sara Masci

Conoscete già le proprietà benefiche dello Zafferano sul cervello? Vorreste conoscere le recenti scoperte scientifiche a riguardo?

Se siete curiosi, dovreste proprio leggere questo nostro nuovo articolo 😉

Abbiamo deciso di scriverlo in concomitanza della Settimana del Cervello, unendo le nostre conoscenze alle nuove ricerche scientifiche.

Ma in cosa consiste la Settimana del Cervello?

In Italia, si “festeggia” dal 18 al 24 Maggio. È una campagna nata nel 1996 in America dalla Dana Foundation, con il fine di sensibilizzare verso una conoscenza sempre più approfondita del nostro organo più importante: il cervello, appunto.

In questa settimana la comunità neuroscientifica mette a disposizione i propri protagonisti per promuovere prevenzione e tutela della salute, attraverso una campagna divulgativa che prevede eventi in tutta la penisola, organizzati da esperti del settore e diretti sia ai già esperti, sia ai più profani.

Quest’anno, a causa della situazione data dalla recente pandemia, la Settimana del Cervello si sposta online. Sul sito web della campagna è già possibile trovare – gratuitamente – webinar, test cognitivi, esercizi per allenare il cervello, eventi online di ogni genere utili anche ad affrontare il post lockdown dal punto di vista mentale.

È già possibile “incontrare” medici, neuroscienziati, biologi, psicologi e psicoterapeuti che ogni anno si mettono a disposizione per effettuare screening, sensibilizzare su argomenti ancora sottovalutati o poco conosciuti dai più – come i disturbi dell’apprendimento dei bambini o le malattie degenerative in età avanzata -, sostenere i genitori, suggerire esercizi per tutte le età utili a rallentare il decadimento cognitivo e molto altro.

Crucicervello, download disponibile al seguente link.

STRESS OSSIDATIVO E CONSEGUENZE PER LA SALUTE

L’invecchiamento cerebrale è uno dei problemi di questo tempo che più affliggono gli anziani. Il declino cognitivo e i deficit di memoria tipici di malattie come i morbi di Alzheimer e Parkinson parrebbero dipendere dallo stress ossidativo derivante da uno squilibrio tra i radicali liberi e gli antiossidanti presenti nelle cellule (anche causa di problemi relativi all’umore).

cervello

Il nostro corpo, durante i normali processi metabolici, produce sia radicali liberi (come l’idrossile, il superossido e il monossido di azoto) che antiossidanti (come glutatione, arginina, creatina, vitamina E, vitamina A e vitamina C) in grado di contrastarli. Entrambi sono elementi molto importanti per le attività biochimiche delle cellule e, generalmente, vengono tenute in equilibrio dal nostro corpo.

Quando, però, la produzione di antiossidanti non è più sufficiente per contrastare i radicali liberi, diventa molto semplice incappare in danni a tessuti, infiammazioni, lesioni del DNA e conseguente apoptosi cellulare eccessiva (di norma l’apoptosi è una morte programmata e ordinata delle nostre cellule che favorisce lo sviluppo del nostro organismo; una sua eccessiva attività può portare a disordini e perdita di cellule nervose da cervello e midollo spinale, provocando malattie neurodegenerative) (Namgyal, Sarwat 2020).

cervello

PROPRIETÀ BENEFICHE DELLO ZAFFERANO SUL CERVELLO E RECENTI STUDI A RIGUARDO

Gli stimmi di Crocus Sativus, o Zafferano, parrebbero contenere circa 150 composti chimici, volatili e non, di cui solo 50 finora identificati. Tra quelli più conosciuti sono compresi carotenoidi come l’α-crocetina, la crocina (responsabile del colore giallo), la picrocina (responsabile del retrogusto amaro), il safranale (responsabile dell’aroma) – che parrebbero derivanti dalla trasformazione enzimatica della zeaxantina (pigmento carotenoide) – il licopene e la vitamina B2 (Liakopoulou-Kyriakides, Kyriakidis, 2002).

Crocina e safranale, più di tutti, sono stati riconosciuti come potenti antiossidanti capaci di spazzare via i radicali liberi aiutando le cellule cerebrali ad evitare il temuto stress ossidativo, svolgendo un’azione neuroprotettiva.

Secondo recenti scoperte, inoltre, si pensa che lo zafferano agisca sui livelli di importanti neurotrasmettitori come la dopamina (ormone del piacere e della ricompensa, carente nelle persone affette da Parkinson), la serotonina (ormone del buonumore, appetito, sessualità, sonno etc., sintetizzato dal nostro sistema nervoso centrale e da cellule del sistema gastro-intestinale) e la noradrenalina, ormone prodotto insieme all’adrenalina (Chung, Schmidt, Stein, Morrow, Salomon, 2013).

proprietà benefiche dello zafferano sul cervello
Zafferano Mamo Ergo Sum, raccolta 2019, Barisciano (AQ).

Ulteriori studi ed esperimenti hanno dimostrato che, proprio grazie alla sua elevata proprietà antiossidante, la crocina migliorerebbe l’attività di apprendimento e agirebbe come protezione dei neuroni dell’ippocampo, influendo anche sui disturbi cognitivi (Tiribuzia, Crispoltoni, […], Orlacchio, 2016).

Ma non solo, è in discussione «il possibile effetto dello zafferano sull’asse ipotalamo-ipofisi-surrene» ed è stato «mostrato il suo ruolo protettivo nel miglioramento dell’attività cognitiva» (Koocheki, Khajeh-Hosseini, 2019)

Per ora gli studi sulle proprietà benefiche dello zafferano sul cervello umano sono pochi, ma importanti. È stato testato, ad esempio, su pazienti affetti da morbo di Alzheimer risultando efficace tanto quanto il Donepezil (Aricept), farmaco solitamente utilizzato per questa malattia ancora sotto studio, ma senza effetti collaterali (Moshiri, Vahabzadeh, Hosseinzadeh, 2014)

Attualmente sono in corso ulteriori ricerche anche per quanto riguarda la potenziale efficacia dello zafferano su patologie come «ischemia cerebrale, lesione cerebrale traumatica e deficit cognitivi correlati alla schizofrenia» (Pitsikas, 2015) e sulla SAD, ossia il disturbo affettivo stagionale, noto come “depressione d’inverno” o “depressione d’estate” dipendentemente dalla stagione in cui si verifica (Tiribuzia, Crispoltoni, […], Orlacchio, 2016).

proprietà benefiche dello zafferano sul cervello

Insomma, lo Zafferano sembra davvero essere “Oro” anche per la salute. Le sue proprietà benefiche di certo non si fermano qui, ma si applicano anche ad altri campi scientifici – come il cosmetico di cui abbiamo parlato qui – che cercheremo di approfondire in futuro.

Ovviamente in questo articolo non proponiamo alcuna dieta o terapia, per questo è sempre bene affidarsi al proprio medico o al proprio nutrizionista, ma speriamo di avervi incuriosito!

Se vi è piaciuto, vi consigliamo di leggere i nostri articoli precedenti in cui questa fantastica spezia fa da protagonista.

Vi ringraziamo infine per la lettura e vi invitiamo a seguirci sui nostri canali social e ad iscrivervi alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornati su promozioni e novità! 😊


Fonti in ordine di apparizione:

Namgyal, Dhondup, and Maryam Sarwat. “Saffron as a Neuroprotective Agent.” Saffron. Academic Press, 2020. pp 95-96;

M. Liakopoulou-Kyriakides and D. A. Kyriakidis, “Croscus sativus-biological active constitutents,” Studies in Natural Products Chemistry, vol. 26, pp. 293–312, 2002;

Chung CP, Schmidt D, Stein CM, Morrow JD, Salomon RM. Increased oxidative stress in patients with depression and its relationship to treatment. Psychiatry Res. 2013;206(2-3):213‐216;

Tiribuzi, Roberto & Crispoltoni, Lucia & Chiurchiù, Valerio & Casella, Antonella & Montecchiani, Celeste & Del Pino, Alberto Marco & Maccarrone, Mauro & Palmerini, Carlo & Caltagirone, Carlo & Kawarai, Toshitaka & Orlacchio, Aldo & Orlacchio, Antonio. (2016). Trans-crocetin improves amyloid-β degradation in monocytes from Alzheimer’s Disease patients. Journal of the Neurological Sciences;

Koocheki, A., & Khajeh-Hosseini, M. (Eds.). (2019). Saffron: Science, Technology and Health. Woodhead Publishing Limited. p 448;

Moshiri M, Vahabzadeh M, Hosseinzadeh H. Clinical Applications of Saffron (Crocus sativus) and its Constituents: A Review. Drug Res, 21 May 2014;

Nikolaos Pitsikas, “The Effect of Crocus sativus L. and Its Constituents on Memory: Basic Studies and Clinical Applications,” Evidence-Based Complementary and Alternative Medicine, vol. 2015;

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