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11 Maggio 2020
Posted by : Sara Masci

Avreste mai pensato che fare una bella e gustosa marmellata avrebbe potuto essere un modo utile e divertente per riciclare e contribuire al miglioramento del nostro impatto sull’ambiente?

Se siete curiosi di saperne di più, questo articolo fa al caso vostro!

SPRECHI ALIMENTARI: C’È DA PREOCCUPARSI?

Immagina.

È una domenica mattina, ti alzi ancora un po’ frastornata/o dalla pesantezza della settimana appena trascorsa. Entri in cucina, fai colazione, trascorri la mattinata prendendoti un po’ di tempo per te stessa/o, guardi l’orologio e…”ma è già ora di pranzo!”. Prendi la rincorsa, ti catapulti sul frigo nemmeno fosse un forziere del tesoro, lo apri e – oh no – è vuoto.

Non vuoi crederci, è passata una settimana dall’ultima volta che hai fatto la spesa e ciò che rimane è un campo di battaglia i cui superstiti non sono altro che alcuni frutti ormai troppo maturi e qualche avanzo di verdura.

Ti guardano con aria sconvolta, ricambi il loro sguardo chiedendoti cosa potrai fartene – loro lo sanno che il mondo al di fuori del frigorifero è caldo, accogliente, ma anche un po’ ingiusto.

Vorrebbero dimostrarti quanto siano ancora potenzialmente utili per te ma tu, in preda ad un solito sconforto domenicale, esci a fare la spesa lasciandole in un cestino tra una bustina di tè ancora umida e uno scottex usato.

Questo, signore e signori, è perfettamente definibile con due parole con cui ancora oggi molti di noi devono imparare a fare i conti: “spreco alimentare”.

STUDI A RIGUARDO E IMPATTO ECONOMICO

Secondo uno studio effettuato dai dipartimenti di scienze e tecnologie agro-alimentari di diverse università italiane (Reduce Project: An integrated approach for the prevention of food waste), tra il 2016 e il 2018, solo in Italia ogni settimana sprechiamo più di 700 grammi di cibo a persona, per un valore di €196 annuali.

In totale, solo a livello domestico, sprechiamo esattamente €11.858.314.935, a cui andrebbero aggiunti altri 3 miliardi per quanto riguarda le filiere: 15 miliardi di euro all’anno che potrebbero essere utilizzati per sfamare un intero continente, in pratica.

A livello Europeo la questione è finalmente diventata d’impatto, tanto che a Maggio 2019 la Commissione Europea ha emanato un atto riguardante “metodologie comuni e requisiti minimi di qualità per una misurazione uniforme dei livelli degli sprechi alimentari” e nel dicembre ha introdotto la Giornata internazionale della Consapevolezza sugli sprechi e le perdite alimentari, festeggiata in Italia il 5 febbraio.

Ma non solo, L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha designato il 2021 come Anno Internazionale della Frutta e della Verdura. Tra gli alimenti maggiormente sprecati, infatti, in prima posizione compaiono proprio loro: frutta e verdura.

Soprattutto in questo periodo di quarantena, in cui il cui lasso di tempo minimo consigliato tra una spesa e l’altra è di almeno una settimana e in cui il mondo dell’agricoltura è in difficoltà a causa della carenza di braccianti agricoli, tutti – ma proprio tutti – possiamo impegnarci a minimizzare l’impatto che lo spreco ha sul nostro mondo.

Come? È presto detto: tutti consigliano di acquistare solo quello che si intende consumare, elaborando ogni settimana una lista dettagliata della spesa o – se possibile – un calendario alimentare; oppure stando attenti a riciclare differenziando il cibo nel cestino dei rifiuti organici, o riutilizzandolo come fertilizzante naturali per fiori e piante.

Il nostro consiglio, inoltre, è: fateci una bella marmellata!

Certo, bisogna avere un po’ di tempo e pazienza, ma la soddisfazione vi ripagherà dell’impegno e sarà anche un ottimo modo per coinvolgere i bambini, se li avete, staccandoli un po’ dalla tv in modo divertente.

marmellata

LA FRUTTA SI TRASFORMA: LA MARMELLATA SECONDO MAMO

Gli ingredienti base sono: frutta, meglio se non trattata, e zucchero o miele. A piacere potrete aggiungere spezie, succo di limone, fiori eduli e tutto quello che vi suggerisce la fantasia, o il frigorifero!

Basterà una pentola, meglio se di acciaio con fondo spesso (sarà utile per non far attaccare la confettura) vasetti e tappi nuovi facilmente reperibili al supermercato, coltello, tagliere e la famosa “cucchiara” di legno che ha colorito l’infanzia di molti di noi!

La famosa “cucchiarella”, protagonista di tante minacce simpatiche
da parte di mamme e nonne!

Prendete la vostra frutta matura, lavatela ed eliminate le parti danneggiate (ricordate che la qualità si può ottenere solo da ingredienti sani). Se non trattata, vi sarà possibile cuocere anche la buccia (non si butta via niente!) che vi aiuterà a raggiungere una consistenza più soda e ad accorciare un po’ i tempi di cottura, oltre ad aumentare la percentuale di fibra, molto utile per il benessere del nostro intestino.

Sul discorso quantità di zucchero/sicurezza vi devo svelare un segreto: di solito le linee guida per la realizzazione di un prodotto microbiologicamente sicuro suggeriscono di utilizzare un chilo di zucchero per ogni chilo di frutta. Ma una concentrazione elevata di zucchero, da un lato impedirà la fermentazione del prodotto e dall’altro farà del male alla nostra linea, alla nostra salute e coprirà irrimediabilmente il sapore della frutta!

Noi, per le nostre confetture, ne utilizziamo tra i 300 e i 400 grammi pro chilo, a seconda della tipologia di frutta!

Per avere la certezza di una giusta conservazione del prodotto, bisognerà eliminare l’acqua libera: l’acqua contenuta nella frutta dovrà evaporare tutta o quasi, ed è qui che entra in gioco la variabile del tempo, perché, come per tutte le cose nella vita, ci vuole pazienza!

SEGUIRE LA TRADIZIONE, SEMPRE

Vi sarà capitato molto spesso di leggere nelle etichette delle vostre confetture preferite l’ingrediente “pectina”.

La pectina non è altro che un addensante naturale, che permette al prodotto di raggiungere una giusta consistenza in poco tempo – gelificando l’acqua della frutta senza che evapori – evitando anche la perdita di volume del prodotto.

Da un chilo di frutta, supponendo di aggiungere 500 grammi di zucchero, si otterrà 1 kg e mezzo di confettura; mentre, utilizzando il metodo classico, si avrà una perdita di circa 1/3 del volume iniziale.

Senza pectina la percentuale di frutta sarà maggiore e la marmellata ne conserverà tutto il sapore naturale. Provare per credere: le nostre vengono cotte secondo tradizione, senza pectina e rispettando il tempo necessario!

Se volete avere un’idea del risultato prima di mettervi a sporcare tutta la cucina, vi invitiamo a fare un giretto sul nostro shop 😉

marmellata
Un esempio di etichetta dei prodotti Mamo. Questa è la nostra “scrucchiata” d’uva Montepulciano addirittura senza aggiunta di zucchero.

Inizialmente, la fiamma dovrà rimanere al minimo affinché fuoriesca lo sciroppo dalla frutta. Successivamente, bisognerà aumentare un po’ la temperatura.

In questo modo il mescolamento sarà facoltativo: se resisterete alla tentazione non ci sarà pericolo che si attacchi sul fondo; se mescolata una volta, bisognerà rimestarla di tanto in tanto.

Il nostro segreto per delle marmellate così buone non possiamo di certo svelarvelo, ma vi assicuriamo che controlliamo passo per passo la concentrazione degli zuccheri per definirne meglio la densità.

Curiosità: come tradizione insegna facciamo anche la prova del piattino, quella che facevano le nostre mamme e le nostre nonne per verificarne lo stato di gelificazione!

Per capire se la marmellata è pronta basterà guardarne le bolle, se sono diventate piccoline e la confettura non schizza più all’impazzata probabilmente ce l’avete fatta.

Ultimo step: sterilizzare i vasetti, è importantissimo!

Si può fare in lavastoviglie, nel forno a microonde o nel forno classico per 15 minuti a 115° (il nostro metodo preferito è proprio quest’ultimo, perché i vasetti escono caldi, asciutti e pronti all’uso, senza la necessità di pastorizzare in seguito).

Chiudete tutto con dei tappi nuovi, lavati e asciugati con cura con carta a perdere e – et voilà! – dopo qualche ora avrete la vostra marmellata sottovuoto!

marmellata

E voi? Avete un metodo per non sprecare frutta e verdura?

Fatecelo sapere nei commenti, e magari inserite la ricetta della vostra marmellata fatta in casa! Se avete consigli o dubbi, noi siamo qui ad ascoltarvi 😊

E se siete curiosi di saperne di più anche sul nostro zafferano, non perdetevi i nostri articoli precedenti!

Vi ringraziamo per la lettura e vi aspettiamo sui nostri canali social!

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