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24 Giugno 2020
View: 57

L’azienda Mamo Ergo Sum fonda le sue radici sulla produzione di zafferano ed è un progetto che, ormai, sta quasi per spegnere 4 candeline.

Com’è nata l’idea di produrre zafferano di Navelli? Perché nella “O” di MAMO ce n’è raffigurato un piccolo fiore? Nel nostro nuovo articolo rispondiamo anche a queste domande, raccontando la nascita della nostra azienda in tutta sincerità.

L’incontro a Navelli: raccolta e sfioritura dello Zafferano

Un giorno di fine estate del 2015 eravamo a Navelli, uno dei borghi più belli d’Italia in provincia dell’Aquila, famoso per il suo pregiatissimo zafferano, giudicato il migliore al mondo. Incuriositi, siamo rimasti sin da subito affascinati dai racconti di alcuni anziani che avevano dedicato tutta della loro vita a coltivare questa spezia.

Ci invitarono alla raccolta di ottobre, alle primissime ore dell’alba e partecipammo poi alla sfioritura: tutti riuniti intorno ad un grande tavolo su cui ognuno apriva dolcemente – con pazienza, esperienza e delicatezza – quel magico fiore preziosissimo, accompagnati dallo schioppettìo del fuoco alimentato dal legno di mandorlo che si preparava alla successiva essiccazione degli stimmi. Emanava un profumo di incenso che donava sacralità a quell’esperienza.

La delicatezza della sfioritura

Momenti magici, irripetibili, carichi di un’atmosfera spirituale. Una certa tensione, fiore dopo fiore, nel cercare di prevedere la resa del raccolto di quel giorno. Ognuno guardava i propri stimmi accumularsi davanti a se, tenendo d’occhio quelli del vicino.

La signora più anziana, dopo qualche ora, cominciò a raggruppare il lavoro di ognuno ponendolo in un setaccio e, con sapiente cura, iniziò a districare tutti i fili rossi per prepararli al calore della brace. Li tenne d’occhio tutto il tempo, finché non decise che erano pronti!

AZIENDA MAMO ERGO SUM
Il setaccio utilizzato per districare gli stimmi prima di essiccarli.

Restammo colpiti da quel rituale, tanto da iniziare a studiare luoghi di coltivazione, tecniche, proprietà e mercato dello zafferano. Iniziammo un tour tra Sardegna, Sicilia, Toscana fino a raggiungere le Langhe piemontesi, luoghi abbastanza famosi per i loro metodi di coltivazione dei bulbi.

Fu impossibile, una volta rientrati, non progettare un nostro campo sul magico Altopiano di Navelli. Nel 2017, dopo due anni di ricerche, iniziammo a sperimentare la coltivazione di questa spezia e, in quel momento, nacque l’azienda Mamo Ergo Sum.

AZIENDA MAMO ERGO SUM
Io mentre posiziono i bulbi nel nostro primo campo!

La nostra esperienza in azienda

Al primo raccolto eravamo tanto emozionati da dimenticarci di restituire al terreno i petali rimasti dalla sfioritura (come è di consuetudine sulla piana di Navelli). Ancora oggi lavoriamo alla possibilità di rendere i fiori del nostro zafferano un ingrediente pregiato delle nostre preparazioni, così come già facciamo con gli stimmi.

AZIENDA MAMO ERGO SUM
Un fiore dalla nostra prima raccolta.

Per prima è arrivata la confettura di Mele e Zafferano, poi Miele e Zafferano fino a realizzare altre 11 composizioni unendo alla frutta fresca di stagione ingredienti quali fiori eduli, pistacchi, datteri e mandorle e tutto ciò che rende i nostri prodotti delle vere e proprie leccornie, dove il biologico diventa solo un valore aggiunto.

Siamo sempre andati di persona, da azienda, a scegliere i fornitori. Talvolta abbiamo partecipato anche alla raccolta della frutta che decidevamo di acquistare. Avevamo intenzione di preparare dei prodotti tradizionali, come fatti in casa: senza conservanti, coloranti, né pectina.

Volevamo ottenere quei sapori autentici e pieni che oggi tutti voi potete assaggiare.

All’inizio non sono mancati momenti difficili: dare vita a un’azienda di produzione artigianale e “scontrarsi” con i prodotti della grossa distribuzione non è mai semplice, soprattutto se si vuole mantenere un’alta qualità senza alzare troppo l’asticella del prezzo. In fondo, un vasetto – anche se trasparente – finché non lo si apre sembra come tutti gli altri. Noi, però, sapevamo che è sempre l’etichetta a cambiare le cose!

AZIENDA MAMO ERGO SUM
Tra tutti i nostri prodotti la salsa piccantina è quella con il maggior numero di ingredienti in etichetta. E che ingredienti!

Le fiere ci hanno dato i primi feedback positivi, abbiamo avuto modo di far assaggiare i prodotti Mamo Ergo Sum e di raccontare la nostra storia. Siamo piaciuti e sono nate tante amicizie con persone che da allora hanno continuato a seguirci e incoraggiarci. 

Siamo costantemente alla ricerca di nuove dimensioni: ad esempio, l’utilizzo cosmetico dei nostri prodotti. Abbiamo già testato il nostro Miele e Zafferano, valido rimedio di bellezza per viso e capelli.

Con l’ausilio della letteratura scientifica cerchiamo di allargare i nostri orizzonti e guardare le cose da punti di vista differenti.

Noi siamo convinti che la ricerca sia importante in tutti gli ambiti, anche in quello alimentare. È solo dalla ricerca che possono nascere nuove tecnologie, nuovi prodotti e nuovi metodi per riutilizzare scarti di produzione ed inquinare sempre meno!

Vi ringraziamo per la lettura e, come sempre, vi invitiamo a seguirci sui nostri canali social e ad iscrivervi alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornati su promozioni e novità! 😊

11 Maggio 2020
View: 95

Avreste mai pensato che fare una bella e gustosa marmellata avrebbe potuto essere un modo utile e divertente per riciclare e contribuire al miglioramento del nostro impatto sull’ambiente?

Se siete curiosi di saperne di più, questo articolo fa al caso vostro!

SPRECHI ALIMENTARI: C’È DA PREOCCUPARSI?

Immagina.

È una domenica mattina, ti alzi ancora un po’ frastornata/o dalla pesantezza della settimana appena trascorsa. Entri in cucina, fai colazione, trascorri la mattinata prendendoti un po’ di tempo per te stessa/o, guardi l’orologio e…”ma è già ora di pranzo!”. Prendi la rincorsa, ti catapulti sul frigo nemmeno fosse un forziere del tesoro, lo apri e – oh no – è vuoto.

Non vuoi crederci, è passata una settimana dall’ultima volta che hai fatto la spesa e ciò che rimane è un campo di battaglia i cui superstiti non sono altro che alcuni frutti ormai troppo maturi e qualche avanzo di verdura.

Ti guardano con aria sconvolta, ricambi il loro sguardo chiedendoti cosa potrai fartene – loro lo sanno che il mondo al di fuori del frigorifero è caldo, accogliente, ma anche un po’ ingiusto.

Vorrebbero dimostrarti quanto siano ancora potenzialmente utili per te ma tu, in preda ad un solito sconforto domenicale, esci a fare la spesa lasciandole in un cestino tra una bustina di tè ancora umida e uno scottex usato.

Questo, signore e signori, è perfettamente definibile con due parole con cui ancora oggi molti di noi devono imparare a fare i conti: “spreco alimentare”.

STUDI A RIGUARDO E IMPATTO ECONOMICO

Secondo uno studio effettuato dai dipartimenti di scienze e tecnologie agro-alimentari di diverse università italiane (Reduce Project: An integrated approach for the prevention of food waste), tra il 2016 e il 2018, solo in Italia ogni settimana sprechiamo più di 700 grammi di cibo a persona, per un valore di €196 annuali.

In totale, solo a livello domestico, sprechiamo esattamente €11.858.314.935, a cui andrebbero aggiunti altri 3 miliardi per quanto riguarda le filiere: 15 miliardi di euro all’anno che potrebbero essere utilizzati per sfamare un intero continente, in pratica.

A livello Europeo la questione è finalmente diventata d’impatto, tanto che a Maggio 2019 la Commissione Europea ha emanato un atto riguardante “metodologie comuni e requisiti minimi di qualità per una misurazione uniforme dei livelli degli sprechi alimentari” e nel dicembre ha introdotto la Giornata internazionale della Consapevolezza sugli sprechi e le perdite alimentari, festeggiata in Italia il 5 febbraio.

Ma non solo, L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha designato il 2021 come Anno Internazionale della Frutta e della Verdura. Tra gli alimenti maggiormente sprecati, infatti, in prima posizione compaiono proprio loro: frutta e verdura.

Soprattutto in questo periodo di quarantena, in cui il cui lasso di tempo minimo consigliato tra una spesa e l’altra è di almeno una settimana e in cui il mondo dell’agricoltura è in difficoltà a causa della carenza di braccianti agricoli, tutti – ma proprio tutti – possiamo impegnarci a minimizzare l’impatto che lo spreco ha sul nostro mondo.

Come? È presto detto: tutti consigliano di acquistare solo quello che si intende consumare, elaborando ogni settimana una lista dettagliata della spesa o – se possibile – un calendario alimentare; oppure stando attenti a riciclare differenziando il cibo nel cestino dei rifiuti organici, o riutilizzandolo come fertilizzante naturali per fiori e piante.

Il nostro consiglio, inoltre, è: fateci una bella marmellata!

Certo, bisogna avere un po’ di tempo e pazienza, ma la soddisfazione vi ripagherà dell’impegno e sarà anche un ottimo modo per coinvolgere i bambini, se li avete, staccandoli un po’ dalla tv in modo divertente.

marmellata

LA FRUTTA SI TRASFORMA: LA MARMELLATA SECONDO MAMO

Gli ingredienti base sono: frutta, meglio se non trattata, e zucchero o miele. A piacere potrete aggiungere spezie, succo di limone, fiori eduli e tutto quello che vi suggerisce la fantasia, o il frigorifero!

Basterà una pentola, meglio se di acciaio con fondo spesso (sarà utile per non far attaccare la confettura) vasetti e tappi nuovi facilmente reperibili al supermercato, coltello, tagliere e la famosa “cucchiara” di legno che ha colorito l’infanzia di molti di noi!

La famosa “cucchiarella”, protagonista di tante minacce simpatiche
da parte di mamme e nonne!

Prendete la vostra frutta matura, lavatela ed eliminate le parti danneggiate (ricordate che la qualità si può ottenere solo da ingredienti sani). Se non trattata, vi sarà possibile cuocere anche la buccia (non si butta via niente!) che vi aiuterà a raggiungere una consistenza più soda e ad accorciare un po’ i tempi di cottura, oltre ad aumentare la percentuale di fibra, molto utile per il benessere del nostro intestino.

Sul discorso quantità di zucchero/sicurezza vi devo svelare un segreto: di solito le linee guida per la realizzazione di un prodotto microbiologicamente sicuro suggeriscono di utilizzare un chilo di zucchero per ogni chilo di frutta. Ma una concentrazione elevata di zucchero, da un lato impedirà la fermentazione del prodotto e dall’altro farà del male alla nostra linea, alla nostra salute e coprirà irrimediabilmente il sapore della frutta!

Noi, per le nostre confetture, ne utilizziamo tra i 300 e i 400 grammi pro chilo, a seconda della tipologia di frutta!

Per avere la certezza di una giusta conservazione del prodotto, bisognerà eliminare l’acqua libera: l’acqua contenuta nella frutta dovrà evaporare tutta o quasi, ed è qui che entra in gioco la variabile del tempo, perché, come per tutte le cose nella vita, ci vuole pazienza!

SEGUIRE LA TRADIZIONE, SEMPRE

Vi sarà capitato molto spesso di leggere nelle etichette delle vostre confetture preferite l’ingrediente “pectina”.

La pectina non è altro che un addensante naturale, che permette al prodotto di raggiungere una giusta consistenza in poco tempo – gelificando l’acqua della frutta senza che evapori – evitando anche la perdita di volume del prodotto.

Da un chilo di frutta, supponendo di aggiungere 500 grammi di zucchero, si otterrà 1 kg e mezzo di confettura; mentre, utilizzando il metodo classico, si avrà una perdita di circa 1/3 del volume iniziale.

Senza pectina la percentuale di frutta sarà maggiore e la marmellata ne conserverà tutto il sapore naturale. Provare per credere: le nostre vengono cotte secondo tradizione, senza pectina e rispettando il tempo necessario!

Se volete avere un’idea del risultato prima di mettervi a sporcare tutta la cucina, vi invitiamo a fare un giretto sul nostro shop 😉

marmellata
Un esempio di etichetta dei prodotti Mamo. Questa è la nostra “scrucchiata” d’uva Montepulciano addirittura senza aggiunta di zucchero.

Inizialmente, la fiamma dovrà rimanere al minimo affinché fuoriesca lo sciroppo dalla frutta. Successivamente, bisognerà aumentare un po’ la temperatura.

In questo modo il mescolamento sarà facoltativo: se resisterete alla tentazione non ci sarà pericolo che si attacchi sul fondo; se mescolata una volta, bisognerà rimestarla di tanto in tanto.

Il nostro segreto per delle marmellate così buone non possiamo di certo svelarvelo, ma vi assicuriamo che controlliamo passo per passo la concentrazione degli zuccheri per definirne meglio la densità.

Curiosità: come tradizione insegna facciamo anche la prova del piattino, quella che facevano le nostre mamme e le nostre nonne per verificarne lo stato di gelificazione!

Per capire se la marmellata è pronta basterà guardarne le bolle, se sono diventate piccoline e la confettura non schizza più all’impazzata probabilmente ce l’avete fatta.

Ultimo step: sterilizzare i vasetti, è importantissimo!

Si può fare in lavastoviglie, nel forno a microonde o nel forno classico per 15 minuti a 115° (il nostro metodo preferito è proprio quest’ultimo, perché i vasetti escono caldi, asciutti e pronti all’uso, senza la necessità di pastorizzare in seguito).

Chiudete tutto con dei tappi nuovi, lavati e asciugati con cura con carta a perdere e – et voilà! – dopo qualche ora avrete la vostra marmellata sottovuoto!

marmellata

E voi? Avete un metodo per non sprecare frutta e verdura?

Fatecelo sapere nei commenti, e magari inserite la ricetta della vostra marmellata fatta in casa! Se avete consigli o dubbi, noi siamo qui ad ascoltarvi 😊

E se siete curiosi di saperne di più anche sul nostro zafferano, non perdetevi i nostri articoli precedenti!

Vi ringraziamo per la lettura e vi aspettiamo sui nostri canali social!

22 Aprile 2020
View: 267

Zafferano

 

Il nome Zafferano prende origine dall’ arabo “Jafran” che deriva dal termine “asfar”, cioè “giallo”. Si ottiene da bulbi differenziatisi da quello madre nell’autunno successivo alla semina, che poi si ingrossano durante la primavera.

L’odore caratteristico della spezia deriva da una sostanza detta safranale, un aldeide (composto organico) che è il principale costituente della sua essenza aromatica.

Spesso, purtroppo, la polvere di zafferano che si reperisce in commercio è preparata con prodotti sintetici. Da qui nasce la nostra decisione aziendale di non polverizzare gli stimmi che otteniamo, per poter offrire la certezza di acquistare una materia prima pura ed autentica!

Per dare un’occhiata al nostro zafferano, clicca qui!

zafferano

Zafferano in cucina: consigli d’uso e ricette

Lo zafferano è una spezia da sempre molto apprezzata in campo culinario.
Che sia in stimmi o in polvere, è sempre in grado di regalare ai nostri piatti quel tocco in più.
Potrebbe sembrare meno pratico da utilizzare nella sua forma originale, ma con qualche piccolo trucco il problema scomparirà! Ti sarà sufficiente mettere a bagno gli stimmi nell’acqua o nel brodo caldo, lasciarli riposare per almeno 30 minuti,  per poi utilizzare l’estratto a piacimento. Un altro trucchetto è quello di porlo su un pezzetto di carta stagnola e passarvi velocemente al di sotto la fiamma di un accendino. Lo zafferano perderà quel minimo di umidità e si polverizzerà semplicemente strofinandolo tra le dita. I tempi di estrazione, così facendo, saranno decisamente più brevi.

Lo zafferano in cucina è un ingrediente davvero molto versatile: può essere utilizzato dall’antipasto al dessert. Le combinazioni migliori e sicuramente più inflazionate si hanno con i primi piatti, in particolare con i risotti e le pastasciutte, ma si potrebbe restare sorpresi assaggiandolo in abbinamento a contorni di verdure e a salse dal sapore delicato.

Lo zafferano però non conferisce solo colore e gusto ai piatti, ma dona al chi lo consuma importanti proprietà benefiche.

ANTIPASTI E CONTORNI

  • Besciamella light allo zafferano

  1. in una casseruola metti 50 g di farina  e stemperala con 200 ml di latte parzialmente scremato.
  2. Fai scaldare altri 300 ml di latte in cui avrai messo in infusione 10 pistilli di zafferano Mamo. Dunque uniscilo poco alla volta alla pastella preparata.

Mescolando di continuo, fai cuocere la salsa a fuoco moderato fino a che non avrà assunto una consistenza vellutata.

  1. Spegni il fuoco, insaporisci la besciamella con sale e pepe
  2. volendo, si può aggiungere una piccola noce di burro
  • Crostini con Besciamella allo zafferano

  1. Prepara dei crostini di pane
  2. Aggiungi sopra la besciamella un cucchiaio di funghi, o dei carciofi, o delle zucchine grigliate
  3. Fai gratinare al forno per qualche minuto

PRIMI PIATTI

  • Chitarrina con “pallottine” (piatto tipico teramano), asparagi e zafferano

Ingredienti per le pallottine:

– 250 gr. Di carne macinata

– 20 g.di parmigiano o pecorino

– 1 uovo

– Sale qb

– noce moscata a piacere

Armarsi di tanta pazienza e magari della collaborazione di qualche aiutante volenteroso e formare delle palline piccole piccole, di diametro intorno al mezzo centimetro o poco meno.

Ingredienti per la pasta:

  • 3 uova
  • 100 gr. di farina 00
  • 200 gr. di farina di semola
  • mezzo cucchiaio di olio
  • sale q.b.
  1. Poni la farina sulla spianatoia o sul tavolo pulito, crea un buco al centro e versa le uova con un pizzico di sale e l’olio.
  2. Inizia ad impastare con la forchetta includendo pian piano la farina. Se l’impasto si dovesse indurire troppo è possibile aggiungere un po’ di acqua.
  3. Quando l’impasto sarà diventato abbastanza elastico, se hai dimestichezza con il mattarello tira una sfoglia di alcuni millimetri di spessore, altrimenti usa una normale macchina per la pasta . Lo stesso per formare gli spaghetti, se non hai la chitarra (utensile in legno e corde specifico per creare la forma della pasta) puoi usare una tagliasfoglia a sezione quadrata. Altrimenti, come faceva mia nonna, piega la sfoglia su se stessa e taglia con il coltello delle strisce sottili!

Prerarazione degli asparagi:

sbollentali in acqua salata per circa 10 minuti poi tagliali  a pezzettini.

Preparazione del condimento:

  1. In una padella metti olio extravergine di oliva, uno spicchio di aglio in camicia. Quando inizia a scaldarsi aggiungi le “pallottine “e fai rosolare.
  2.  Aggiungi gli asparagi a pezzettini e dopo qualche minuto anche una tazza di brodo caldo in cui avrai fatto sciogliere lo zafferano.
  3.  Lascia cuocere a fuoco lento per una quindicina di minuti.
  4. Nel frattempo fai bollire l’acqua salata e aggiungi la pasta. Attenzione, la cottura della pasta fresca è molto breve: basteranno 3 o 4 minuti!
  5. Tira fuori la pasta dalla pentola e versala nella padella facendola un po’ mantecare.
  6. Servi il piatto ancora caldo, con una spolverata di pecorino o parmigiano grattuggiato.

SECONDI PIATTI

  • Pollo allo zafferano

Ingredienti:

  • 1 Kg e mezzo di bocconcini di pollo
  • 200 ml di panna da cucina
  • Brodo anche vegetale
  • Un bicchierino di cognac o brandy
  • 1 cucchiaio di farina
  • Mezzo cucchiaino di zafferano in polvere
  • Prezzemolo
  • Olio extravergine di oliva
  • Burro
  1. rosola i bocconcini in una padella con il burro e l’olio. Versa il cognac/brandy e fai evaporare a fuoco alto. Prosegui la cottura per mezz’ora circa abbassando al minimo la fiamma. Se si dovesse asciugare troppo puoi aggiungere un po’ di brodo caldo. Sala a piacere e aggiungi una spolveratina di pepe.
  2. Intanto, sciogli nel brodo caldo lo zafferano. Una volta cotto il pollo, aggiungi la farina e versa un mestolo di brodo.
  3. Mescola il tutto poi aggiungi la panna e un po’ di prezzemolo tritato. Aggiusta di sale.
  4. Lascia che il pollo si insaporisca qualche minuto sul fuoco e poi preparati a ricevere i complimenti dei commensali!

DOLCI

  • Biscotti allo zafferano

Ingredienti

  • 120 gr di burro
  • 1 uovo
  • un bicchierino di Rum
  • 0,1 g di zafferano macinato
  • 300 gr di farina + il necessario per la spianatoia
  • 5g di bicarbonato
  • uvetta a piacimento
  1. Scalda un po’ il rum e scioglici dentro lo zafferano
  2. Immergi l’uvetta nel rum appena preparato e lascia in ammollo per 15-20 minuti
  3. Mescola in una ciotola il burro morbido con lo zucchero di canna fino ad ottenere un composto spumoso
  4. Aggiungi l’uovo e amalgama con l’aiuto di una spatola
  5. Unisci rum e uvetta al tuo composto e mescola
  6. Incorpora gradualmente farina e bicarbonato
  7. Trasferisci l’impasto sulla spianatoia infarinata e lavora finché non sarà più troppo appiccicoso
  8. Metti l’impasto nella pellicola e lascia riposare per circa un’oretta
  9. Stendi l’impasto fino a dargli uno spessore di mezzo centimetro, poi col coltello fai dei tagli diagonali per ottenere dei piccoli rombi.
  10. Trasferisci i “rombini” ottenuti sulla teglia da forno (ti raccomando di utilizzare la carta forno!)
  11. Inforna in forno preriscaldato a 180° per circa 10 minuti.

Consiglio: una volta raffreddati inzuppali nel cioccolato fondente fuso e fai asciugare, faranno impazzire i tuoi ospiti!

Per scoprire di più sul nostro zafferano, non perdetevi il nostro articolo dedicato a quello Abruzzese!

Vi ringraziamo per la lettura e vi invitiamo sui nostri canali social!

 

2 Marzo 2020
View: 113

Lo Zafferano di Navelli è senza dubbio il prodotto più pregiato d’Abruzzo. Coltivato sulla Piana di Navelli, a L’Aquila, ha una storia molto particolare e tutta da scoprire!

Noi di Mamo ci siamo innamorati di questa spezia proprio partecipando alla raccolta: la tecnica utilizzata per la coltivazione e l’amore e la delicatezza posti nella divisione degli stimmi dai fiori, lo rendono unico e soprattutto buonissimo!

Da qui, abbiamo deciso di iniziare a studiarlo e a coltivarlo, facendo esperienza e imparando ad apprezzare ogni giorno di più questo pregiato Oro rosso.

Zafferano di Navelli

In questo articolo scoprirete brevemente la storia del famoso Zafferano di Navelli, affascinante quanto incantevole.

Siete curiosi? Allora buona lettura!

Mitologia

L’origine del nome “Zafferano”, dal greco Kròkos (filo), viene attribuito – secondo la mitologia greca – alla romantica ma sventurata storia d’amore tra un giovane mortale di nome Kròkos e la bellissima ninfa Smilax.

Crocus et Smilax (Mét. en rondeaux Mabre-Cramoisy 1676)

Più comune è invece l’origine mediterranea: lo Zafferano (in arabo zaʿfarān), infatti, è una pianta originaria dell’Asia Minore, delle zone montuose dell’Iran e del Mediterraneo orientale, coltivata per la prima volta in Grecia e probabile discendente del Crocus cartwrightianus, originario dell’isola di Creta.

Nel 961 a.C. la spezia venne diffusa dai conquistatori arabi in Spagna, dove divenne una fonte di ricchezza tutelata attraverso l’istituzione di un tribunale speciale per il controllo, con leggi molto severe riguardanti l’esportazione dei bulbi.

Dalla Spagna, intorno al 1250, raggiunse l’Abruzzo: tra i membri del tribunale spagnolo, infatti, figurava il padre domenicano Domenico Santucci, nativo di Navelli (AQ) ed estimatore delle virtù dello Zafferano, che riuscì a trafugare i bulbi portandoli con sé nel suo paese natale.

Piana di Navelli (L’Aquila) – Terra madre dello Zafferano abruzzese

In quelle zone lo Zafferano trovò terreno fertile e, in breve tempo, la coltivazione si estese nelle località vicine, tra cui Barisciano, dove procede la nostra coltivazione. Qui, durante l’antichissima e tradizionale Fiera di Santa Caterina (tuttora in voga nel mese di Novembre), veniva quotato il prezzo dello Zafferano per i mercati nazionali ed internazionali.

Come acquistare il nostro Zafferano di Navelli

Potete acquistare il nostro purissimo Zafferano di Navelli (L’Aquila) in diversi formati (0,3g – 0,5g – 1g) sia in Vasetto che in Astuccio Premium su cui sono riportate le dosi consigliate dello Zafferano e soprattutto le istruzioni su come utilizzare i suoi Stimmi.

Zafferano di Navelli
Zafferano di Navelli
Zafferano di Navelli

Per scoprire di più sullo zafferano, vi consigliamo di leggere il nostro articolo su curiosità, usi e ricette con protagonista questa magnifica spezia!

Vi ringraziamo per la lettura e vi invitiamo a trovarci sui nostri canali social!